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I prodotti agroalimentari del Polesine sul podio delle Olimpiadi 2026

Quasi 1200 metri di altitudine separano la campagna polesana dalla regina delle Dolomiti, Cortina d’Ampezzo. Due opposti nella geografia del Veneto, eppure mai così vicini.

Ad accorciare le distanze è la Coldiretti di Rovigo con i prodotti agroalimentari della provincia, protagonisti per un giorno – quello del 17 febbraio scorso – della Casa del Veneto nel centro di Cortina, nel pieno delle gare olimpiche: ostriche OstraBora, miele del Delta, salame dell’azienda agricola Le Clementine, formaggio dop, pane da farina di erba medica dell’azienda Forte, aglio, noci, nocciole e i vini Turchetta e Mattarella.

C’è innovazione e soprattutto c’è la passione per la tradizione nei prodotti polesani che la Coldiretti di Rovigo ha portato sulle Dolomiti. “Non si tratta solo di una vetrina importante per i nostri prodotti ed i produttori– dice Carlo Salvan, presidente di Coldiretti Rovigo – ma di promuovere un intero territorio la cui connotazione è definita dalla presenza dei fiumi, delle acque salmastre della laguna, dalle campagne piatte, dalla sua gente laboriosa e appassionata che ha saputo innovarsi senza perdere le proprie tradizioni. E’ solo così – ha aggiunto con un sorriso – che le eccellenze agroalimentari conquistano i podi olimpici “.

Il banchetto per la degustazione è pronto, giornalisti, turisti, tifosi e curiosi sono in fila per gli assaggi, mentre sul grande schermo scorrono le immagini del Polesine, delle sue bellezze storiche e architettoniche, dei suoi paesaggi naturalistici, della sua biodiversità, delle sue colture. La musica accoglie chi arriva: è quella delle Ocarine di Benvenuto e Giuseppina Fecchio, che nella loro azienda agricola e fattoria didattica accolgono anche un piccolo museo dedicato ai fischietti d’argilla dalla forma di uccelli che loro stessi, ereditando l’arte dal nonno Idelmo, realizzano con maestria utilizzando la terra del loro campo.

Nella sala delle esposizioni della Casa del Veneto, la Coldiretti ha portato il Polesine: i suoi suoni, gli odori, i sapori, i sorrisi accoglienti degli operatori degli agriturismi e dei produttori poco avvezzi alla lode, molto al lavoro, innamorati della terra, resilienti, diventati bravi a trasformare le difficoltà in opportunità. Come Nicola Baroni, 29 anni, il più giovane tra i produttori presenti a Cortina, che non ha avuto paura della fatica e del rischio e cresciuto in una famiglia di pescatori e allevatori di molluschi, ha vissuto – come molti pescatori del Delta – la tragedia del granchio blu. Non si è arreso, ha convertito la sua produzione di cozze e vongole in ostriche e oggi serve prestigiosi ristoranti stellati del nord Italia. Come Luigi Forte che ha deciso di convertire una parte della sua coltura di erba medica per la produzione di farine e per la creazione di prodotti estetici. E come quei produttori altopolesani che hanno scelto la terra sabbiosa del Polesine per rilanciare vitigni e vini autoctoni e che il sommelier Michele Manca, miglior sommelier d’Italia 2022, ha raccontato agli avventori incantandoli.

A Cortina accanto ai produttori polesani invitati dalla Coldiretti c’erano le dirigenti scolastiche dei due istituti alberghieri di Adria e Trecenta. “Il futuro dell’agoalimentare italiano – ha ribadito Carlo Salvan – è nella cultura del cibo buono e nella cultura della qualità dei prodotti. La scuola in questo senso è fondamentale presidio”.

Fabio Destro

Musicista, compositore, autore di testi e album musicali.
Un inguaribile entusiasta che per primo, insieme agli speaker, ha creduto nel progetto di rinascita della radio. Dopo aver accompagnato Thomas nella divertente summer edition de La Campanella, oggi è una delle voci di Polesine Coast to Coast.

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